Continuiamo la nostra piccola rassegna di letture e rispolveriamo un libro edito nel 2017 ma sempre attuale. Sulle sue pagine narro dei luoghi che ho visitato nel Salento e di cui intendo ampliare in una nuova edizione. Un volumetto di centottantadue pagine che si leggono in un sorso di meraviglia, ideale da portare in spiaggia o sul lettino dopo il bagno. Partiamo da Egnazia!
Egnazia, uno dei luoghi del brindisino che ho visitato
Tra le tante località di cui racconto nel libro dal titolo “Riscoprire la bellezza di… Viaggio nel Salento”, sbuca eternamente Egnazia, uno splendore antico, le voci di un lontano e glorioso passato che riecheggiano nel vento. Dalla Strada Statale 379 uscita Fasano-Savelletri, in provincia di Brindisi raggiunsi Egnazia. Gnathia, l’antica città di cui narrarono Orazio, Plinio e Strabone.
Gnathia fu un centro nevralgico in tempi lontani. La sua posizione geografica le consentiva infatti di essere un polo decisivo per il commercio. La presenza del porto e la via Traiana, tuttora visibili nella zona archeologica, la rendeva gloriosa anche per i traffici e gli scambi marittimi.
Egnazia e i suoi resti sommersi
La parte del mare fu la prima cosa che vidi giungendo a Egnazia. L’acqua era calma e di un azzurro intenso. Tombe e resti archeologici sono tuttora sommersi nella zona del porto. Egnazia è una città misteriosa attorno alla quale prendono vita domande che non hanno ancora avuto una risposta.
Gnathia veniva descritta come una città di belle donne e nel museo archeologico si possono ammirare delle fascinose corniole. Esse erano utilizzate nella civiltà romana per decorare spille o più spesso i costoni degli anelli. L’immagine della gemma sull’anello era anche il sigillo della propria gente, oltre a svolgere una funziona estetica.
Il vicino Archeolido
Non molto distante da Egnazia c’è il bellissimo Archeolido, di cui vi mostro qualche immagine.
Nell’archeolido ho visto anche un carinissimo hotel per gli insetti che ho immortalato in questa fotografia.
In 182 pagine di Riscoprire la Bellezza di… Viaggio nel Salento, vi narro di molti luoghi marini tra cui Roca Vecchia, che a me è parsa l’infinito. Anche qui il mare e l’archeologia si intersecano, troverete una zona archeologica affacciata sulle onde. A Roca Vecchia di solito si avverte bene il frastuono del mare che si infrange sulla costa alta. Forte è il vento che scompiglia i capelli. Dopo aver dato un primo sguardo al mare, si scorge una cavità all’interno della quale è adagiata una Madonna, ai cui piedi qualcuno depone dei fiori.
Roca Vecchia è un luogo situato tra Torre dell’Orso e San Foca, nella splendida marina di Melendugno, in provincia di Lecce. Sede di rilevanti scavi archeologici presenta tra le sue meraviglie da visitare, una torre di avvistamento cinquecentesca. E le due Grotta della Poesia, una grande e una più piccola, distanti una sessantina di metri l’una dall’altra. La più grande delle due grotte è un luogo molto frequentato dal turismo estivo per la trasparenza delle sue acque. La grotta più piccola, invece, anticamente luogo di culto del dio Taotor, è sede di iscrizioni messapiche scoperte nel 1983, e per questo attualmente chiusa al pubblico.
Partendo da Lecce si può raggiungere Roca Vecchia in auto in circa trenta minuti percorrendo la strada provinciale 145 in direzione Roca Vecchia. Il nome della grotta deriva dalla parola di origine greca “posia” (che anticamente significava acqua dolce), per indicare una grotta in cui era possibile trovare acqua sorgiva. Una leggenda narra che un’affascinante nobildonna fosse solita fare il bagno in questa stupenda grotta. Sicché uomini letterati si recavano sul posto per ammirarne le fattezze e a lei dedicavano versi poetici. Da qui il nome di Grotta della Poesia. Queste e tante altre meraviglie sono presenti nel mio libro, attualmente disponibile in e-book nei migliori store online! Cosa aspetti per lasciarti trasportare sotto l’ombrellone?

