Site icon itOstuni

La sorellanza tra utopia e realtà. Intervista a Maristella Lippolis

Sorellanza

Che cosa è la “sorellanza”? È un rapporto speciale che si consolida tra le donne nei momenti di difficoltà. È difatti una forma di supporto che consente di reagire di fronte alle difficoltà, le prove difficili, le traversie che la vita inevitabilmente ci pone dinanzi al nostro cammino. Pertanto è da ritenersi un legame che ci fa sentire meno sole perché la felicità, i dolori, le “imprese vitali” necessitano di essere condivise. Se affrontate insieme a qualcuno acquisiamo una marcia e grinta in più e ci sentiamo motivate e vitali.  C’è tanto bisogno di “sorellanza” tra noi donne perché supportandoci a vicenda, aiutandoci concretamente si possono vincere le discriminazioni, le “etichette”, i limiti, gli ostacoli e si può cambiare positivamente la realtà.

Le difficoltà della sorellanza

Purtroppo la “sorellanza” spesso fa fatica a concretizzarsi non solo a causa di un sistema che spesso si rivela “non a misura di donna”. Difatti, spesso e volentieri, tra donne si crea una competizione stupida che si ciba di invidie, pettegolezzi, frivolezze. L’Altra è vista come “quella che può rubarmi” e privarmi del lavoro, il compagno o la notorietà!”. Ed è così che invece di “fare rete”, di coltivare un legame che potrebbe offrire tanto dal punto di vista emotivo ed esperienziale si elevano mura incontrastate di fraintendimenti e incomprensioni.

Il cuore del libro

La “sorellanza” da “utopia” può diventare “realtà” se lo vogliamo. Si concretizza accettando e accogliendo l’altra con apertura mentale ed empatia lasciando da parte invidie, frustrazioni e schemi mentali rigidi. La “sorellanza” ha bisogno di cibarsi di complicità, autenticità, accettazione e sospensione del giudizio. Di questa tematica conversiamo con la scrittrice Maristella Lippolis che nei suoi libri spesso ha trattato questa tematica portandoci alla luce storie di donne alleate e coraggiose.

Un concetto quasi utopico

Come potremmo definire il concetto di sorellanza?  

La sorellanza è quel sentimento che ti fa sentire vicine altre donne, anche se sono diverse da te. È infatti un sentire come proprie le loro gioie e i loro dolori. Comprenderle senza giudicare. La parola “sorella” è una delle più belle all’interno di relazioni.

La sorellanza è realtà o utopia?

Credo sia realtà, anche se non tutte le donne la vivono. Non è qualcosa di scontato, un regalo che si elargisce a chiunque. Bisogna sentirsi disponibili, ma non so come si arriva a questo sentire. Io ho incontrato molte “sorelle” sulla mia strada e a mia volta l’ho praticata. Che non significa non essere obiettive, perdonare e giustificare qualunque comportamento se viene da una donna. Ma significa sentirsi prima di tutto solidali all’interno di una relazione. Pertanto la sorellanza deve essere un sentimento di reciprocità.

La sorellanza nella letteratura

Nella letteratura contemporanea si parla spesso di donne coraggiose che riescono nelle difficoltà a riscoprire forze interiori che non credevano di possedere così come emerge nel Suo romanzo “Raccontami tu”. Secondo lei noi donne reagiamo diversamente al dolore e alle situazioni avverse rispetto agli uomini?

Penso proprio di sì, non ci facciamo annientare dal dolore. Pertanto siamo in grado di elaborarlo e di andare avanti. Quindi un fallimento non è mai la fine di tutto. Pensiamo a quanti uomini reagiscono con la violenza di fronte alla fine di una relazione. I femminicidi sono quasi quotidiani. Questo accade perché l’uomo considera la fine di una relazione come la messa in discussione totale di sé, un affronto.

Perché ci sono molti pregiudizi sulla cooperazione tra donne secondo lei?

Per invidia da parte maschile. Ma anche per timore che diventi una forza. Poi certo ci sono anche donne che si sentono più vicine agli uomini, perché pensano sia più vantaggioso.

Quanto scrivere di questo tema sia prezioso?

Se parliamo di narrativa, credo nel potere delle storie, nella possibilità di immedesimarsi in una vicenda in cui riconoscersi.

Quando la sorellanza si trasforma in concretezza

Come si può concretizzare una sorellanza autentica e produttiva?

Non credo ci sia una ricetta valida per tutte. Ma credo occorra una buona predisposizione a entrare in sintonia con le persone.  Difatti bisogna saperle guardare, chiedersi da dove vengono, da quale storia.

Nel libro “Non è un paese per mamme” la giornalista Paola Setti scrive che “La rivoluzione si fa con i maschi”. Come renderli partecipi e più corresponsabili?

Bella domanda. È un addestramento che inizia dai primi anni di vita. Credo che i maschi vadano prima di tutto educati e cresciuti da madri consapevoli di allevare gli uomini di domani. Pertanto devono avere modelli positivi sia femminili che maschili. Inoltre devono imparare a prendersi cura in casa delle proprie cose, dividersi i compiti. I padri non devono essere maschi prevaricatori e violenti. E poi da adulti la relazione tra i sessi deve essere improntata alla parità di compiti e responsabilità.

La sorellanza tra utopia e realtà. Intervista a Maristella Lippolis ultima modifica: 2022-06-10T09:00:00+02:00 da Mariangela Cutrone

Commenti

Exit mobile version