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Egnazia e il suo splendore: un luogo tra archeologia e poesia

Egnazia Zona Archeologica 1

Egnazia mia, quando guardo questo mare, il tuo porto di resti sommersi, la sera che abbaglia col tuo dolce silenzio, solo le onde lievemente mosse danno il cenno di un respiro. Quante cose vorrei raccontarti! Come fossi donna, come fossi silenzio nel canto, di sicuro custode degli anelli e le corniole di belle fanciulle che un tempo vissero da te. Egnazia mia, sulle pietre ancora intatte della via Traiana, che cerco di non calpestare ma attraverso piano, solo il rumore del vento sorvola ogni sguardo. Finché quei massi, a lungo avanzare, diventano i resti di un anfiteatro e di tante altre cose che ancora concedi di osservare. I resti di un porto sommerso, la brezza percettibile che increspa l’acqua, uno specchio azzurro, bellezza immane, un infinito che è lì, sotto il tappeto di onde ma visibile a chiunque”. [Dal libro di Antonella Marchisella, Angelica e il lago di carta, edizioni Youcanprint].

Egnazia e il suo immenso parco archeologico

Egnazia [ o Gnatia] è uno splendore antico. Le voci di un lontano e glorioso passato riecheggiano nel vento. Ci si arriva per mezzo della strada statale 379 uscita Fasano-Savelletri, in provincia di Brindisi. Della meravigliosa Egnazia narrarono Orazio, Plinio e Strabone. Essa fu infatti un centro nevralgico in tempi lontani. La sua posizione geografica le consentiva di essere un polo decisivo per il commercio.

Egnazia Resti Di Mura Zona Archeologica Mare
Egnazia, l’antico porto. Foto di Antonella Marchisella ©

La presenza del porto e la via Traiana, tuttora visibili nella zona archeologica, la rendeva gloriosa anche per gli scambi marittimi e i traffici. Nel suo piccolo porto di resti sommersi l’acqua è calma e di un azzurro intenso. Tombe e resti archeologici sono sommersi nell’area portuale. Egnazia è una città misteriosa attorno alla quale prendono vita domande che non hanno ancora avuto una risposta.

Egnazia Via Traiana
Egnazia, via Traiana. Foto di Antonella Marchisella ©

Gnathia è stata abitata da una civiltà che ha lasciato sorprendenti resti e testimonianze. Inoltre, è descritta come una città di belle donne, i cui gioielli del passato possono essere ammirati nel museo archeologico. Ad esempio le fascinose corniole, usate nella civiltà romana per decorare spille o i costoni degli anelli. L’immagine della gemma sull’anello era anche il sigillo della propria gente, oltre ad assolvere a una funzione estetica.

Egnazia e il suo splendore: un luogo tra archeologia e poesia ultima modifica: 2021-06-04T09:00:00+02:00 da Antonella Marchisella

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