Carovigno, un centro storico medioevale da esplorare - itOstuni

itOstuni

CICERONE COSA VEDERE

Carovigno, un centro storico medioevale da esplorare

Carovigno

Carovigno è una località vicina a Ostuni che merita di essere visitata sotto tutte le sue sfaccettature. Difatti è nota per i suoi paesaggi ricchi di olivi, viti e mandorle. Inoltre le sue basse colline scivolano verso un mare cristallino e pulito. Quest’ultimo vanta la famigerata Bandiera Blu. La sua architettura presenta come peculiarità la presenza di torri d’avvistamento comunicanti all’interno di un centro storico medioevale.

Un centro storico degno di nota

La cittadina risulta essere ricca di suggestive porte d’accesso e torri d’avvistamento. Difatti questa è una caratteristica medioevale. Serviva per difendere la cittadina dai conquistatori provenienti da Oriente. I luoghi di culto sono situati lungo le vie di Carbina. Quest’ultimo è l’antico nome che era affibbiato alla cittadina. È difatti all’interno del centro storico che i visitatori si riversano ogni estate per saziare la loro curiosità e voglia di esplorazione. Inoltre la gente del posto denomina questa zona “la terra”.

Castello Di Serranova
Il Castello di Serranova

Il castello Dentice di Frasso merita di essere visitato. La sua suggestiva architettura è caratterizzata da tre torrioni. La sua costruzione fu voluta dal principe Raimondo Orsini nel xv secolo. Inoltre sono parti del castello anche la cappella di Sant’Anna e la storica Porta Ostuni detta “Porta Nuova”. Nei pressi della piazza principale del centro storico troviamo la chiesa del Carmine. E’ ricca di affreschi che risalgono al XV secolo. La passeggiata alla scoperta delle cose da vedere nel centro storico di Carovigno continua dall’altra parte delle mura. In questa zona troviamo un’antica torre quadrangolare insieme a quella dell’orologio del XVIII secolo. Oltre al centro storico vale la pena visitare il castello di Serranova. Difatti si trova a circa dieci chilometri dalla cittadina. Risalente alla prima metà del ‘600 fu fatto costruire dal signore genovese Ottavio Serra. Accanto ad esso vi è la la cappella del Crocifisso di Serranova.

Il rito della Nzegna

Carovigno è meta turistica soprattutto dopo il periodo pasquale. Difatti durante il lunedì, il martedì e il sabato dopo Pasqua si celebra la Nzegna di Carovigno. Con questo termine si designa la più antica bandiera dedicata al culto mariano di unione tra cattolici e ortodossi. Pertanto la celebrazione è segnata dal rito della “battitura”.  Quest’ultima prevede un cerchio di persone con al centro la statua di una Madonna.

Nzegna

Ad arricchire questo rito antico ci pensano musicanti e due battitori con al collo una bandiera. Inoltre dopo tre passi a colpi di tamburo i partecipanti s’inchinano al simulacro e sulle note del piffero iniziano a giocare con la Nzegna. Quest’ultima viene fatta passare con abilità dalla testa alle spalle. Di seguito si fa roteare sulle braccia e tra le gambe. Grazie a questo rito si chiede protezione a Dio. Alla fine del rito la Nzegna viene posata ai piedi della Madonna. 

La leggenda della Nzegna

Questa celebrazione risale al X secolo. La leggenda narra che un conte paralitico di Conversano sognò la Madonna che in cambio di guarigione gli chiedeva una preghiera dinanzi alla sua icona. Quest’ultima fu abbandonata in località Belvedere di Carovigno. Difatti era stata dimenticata nei secoli. Il conte si mise alla ricerca di questo luogo di culto senza esito. Pertanto si stava arrendendo. Ma ad un certo punto, nel corso delle sue ricerche, una giovenca cadde in un dirupo. Nel liberarla ci si accorse di una grotta. Quest’ultima conteneva l’effigie. Il conte poté pregare ottenendo immediata guarigione. Nel frattempo l’evento fu annunciato al popolo di Carovigno con un drappo legato al bastone lanciato per aria.

Carovigno, un centro storico medioevale da esplorare ultima modifica: 2020-11-10T09:00:00+01:00 da Mariangela Cutrone

Commenti

To Top